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Benvenuti a bordo della 500 Arcobaleno, sulla quale potrete fare un giro nel mio blogghino, spulciando tra pensieri, artigianato e passioni di Uapa =^.^=

Welcome aboard the Rainbow 500, in which you can visit my little blog, going through Uapa's thoughts, handicraft and passions
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Pagine

lunedì 26 settembre 2016

Orecchini marshmallows e dubbi - Marshmallows earrings and doubts

Lo so, lo so, siete rimasti stupiti dall'originalità del titolo! -_-'
Sono molto contenta di questi marshmallows, perché sono venuti cicciotti al punto giusto e quelli rosa e celestini mi piacciono troppo, perché hanno proprio dei colori zuccherosi e delicati ^.^
Anche la perlina turchese secondo me ci sta bene, MA c'è un "ma".
I gusti cambiano e devo dire che ultimamente trovo che gli orecchini di questo genere siano troppo "lunghi".
Mi piace la monachella, la preferisco per comodità al chiodino, eppure mi sembra che questo spazio fra il lobo e lo charm sia troppo vuoto, troppo grande.
Di conseguenza, anche il pendente deve essere "importante" per non sparire dal viso di una persona, solo che (aho, sarà l'età e la vecchiaggine che avanza) mi sembra che sia troppo grande ù_u
Ma è anche vero che se uno decide di mettersi degli orecchini così particolari è perché vuole che si vedano °_°
Ed è così che con tutte questi dubbi che mi frullano in testa sono entrata in blocco creativo >.<
Aiuto: consigli e punti di vista saranno più che graditi XD
Un abbraccio arcobaleno a tutti! :-*

I know, I know, you're stunned by such an original title! -_-'
I'm so happy about these marshmallows, cos they're chubby and the pink and I adore the light blue ones, cos they have such sugary and delicate colours ^.^
In my opinion also the little turquoise bead fits them, BUT there's a "but".
In time people can change their mind and I must say that lately I find this kind of earrings is too "long".
I like the hook, I find it so comfortable, but it seems to me this space between the ear and the charm is too empty, too big.
So, also the charm has to be more "important" to not disappear on someone's face, but (oh well, maybe it's the old age coming) then I think it's too big ù_§
But it's also true that if someone decides to wear such particular earrings, is because they want them to be seen °_°
And so with all these doubts in my head I'm stuck and I don't have anymore ideas >.<
Help: advices and pointss of view are more than welcome XD
A rainbow hug to everyone! :-*


mercoledì 21 settembre 2016

Riciclare rotoli di carta igienica ^^' - Recycle toilet rolls ^^'

Ok, questo è un altro di quei tutorial YouTubeschi che ho voluto provare, in preda al "E' gratis, utile e carino".
Sul gratis siamo tutti d'accordo, la carta igienica è, spero, in ogni casa, ed il rotolo alla fine in genere si butterebbe, invece qui possiamo riutilizzarlo :-)
Sull'utile non si discute, a lavoro finito si ottiene una scatolina in cui riporre quel che vogliamo :-)
Passiamo al carino.
Ecco, alla tizia a cui l'ho vista realizzare sul Tubo la scatolina è venuta benissimo, veramente carina, quel qualcosa in più che tutti vorremmo donare insieme alle nostre piccole creazioni, quel packaging originale e fatto a mano che aggiunge valore e aiuta l'ambiente *.*
Che nel mio caso, però, è diventato, senza non poche lotte con occhielli e pieghe, questo:

Ok, this is another one of those YouTube turorials that I wanted to try, persuaded by "It's free, useful and cute".
We all agree on the free bit, toilet paper is, I hope, in every home, and usually you'd throw out the inside, while in this way you can re-use it :-)
We also agree on the "useful", cos once you finished you obtain a little box where to put anything you want :-)
Let's now talk about the "cute".
Well, the box of the woman on YouTube was really good, really cute, that little touch that we'd all like to give to people who receive our little creations, that original and handmade packaging that adds value and helps the environment *.*
That in my case, after long fights against hole punch and creases, became this:


Ora, non è che mi lamento, poteva venire peggio , alla fine non è così malvagia :-)
Ma, trattandosi di qualcosa che dovrebbe essere una confezione "professionale", non posso accontentarmi del "non così malvagia" e non posso permettermi di passare più tempo su di lei che sulle mie creazioni, quindi temo che questa sarà la prima ed unica scatolina da rotolo che farò... Almeno per ora -_-'
Spero comunque vi piaccia e vi mando un abbraccio arcobaleno! :-*

Now, I'm not moaning, it could be worse, in the end it's not that bad :-)
But, being something that's meant to be a "professional" package, I can't just take the "not so bad" and also I can't afford to spend more time on it than on my creations, so I'm afraid that this will be the first and only little toilet roll box I'll make... At least for the moment -_-'
I hope you like it anyway and I give you all a rainbow hug! :-*

martedì 13 settembre 2016

Ciao Ale!

Caro cuginone...
è difficile scriverti proprio ora.
E' dura, perché mi rimorde la coscienza non aver mai trovato il tempo di parlare con te, di fidarmi pienamente di te, come solo mamma e nonna hanno sempre fatto.
Poche volte mi sono avvicinata a te, poche volte ti sono stata vicino, poche volte ti ho sostenuto. Proprio io, la figlia della tua zia preferita, quella a cui hai voluto tanto bene da dare il suo nome a tuo figlio.
Proprio io, che sostengo con fierezza che è troppo facile amare chi si comporta sempre bene e chi è sempre allegro, e che l'amore vero si dimostra quando una persona tocca il fondo e ne ha davvero bisogno.
E invece anche io, come tanti altri, ho sorriso con te solo quando eri in buoni sentimenti.
Mi vergogno per averti scansato, per essermi vergognata, per non averti dato fiducia, per averti perfino odiato, ok all'epoca avevo la scusante dell'età, ma non è che mi faccia sentire meglio.
Zia se n'era andata e tu ti eri rifugiato nella droga.
Un continuo di viaggi e fughe per e dalla comunità.
Un continuo cercarti di notte negli angoli più brutti del quartiere, con mamma e papà sempre pronti a recuperarti in chissà quale stato.
I piccoli furti, le caserme, tanti lavori guadagnati e poi persi.
Momenti in cui sembrava che ce la facessi e ricadute ogni volta sempre più buie, con l'ansia costante di ricevere la telefonata di qualcuno che ci annunciasse la tua morte per overdose.
Preoccupazione, delusione, la speranza. Quella non ci ha mai abbandonati.
La rabbia per un ragazzo di valore, sprecato così per colpa di quella robaccia maledetta.
Il recupero, finalmente, grazie all'amore di uno zio e di una zia che ti hanno accolto come quel figlio che non avevano mai potuto avere... Quel recupero che costò così caro a tutti, quando, per un colpo di testa di lei, zio perse sua moglie per te e noi tutti perdemmo te, bandito con lei dalla vita della famiglia.
Stavi bene con lei e non toccavi più quelle sostanze, ma eri ormai un esiliato, vittima di una damnatio memoriae che ci vietava perfino di nominarti, davanti a zio.
Figuriamoci poi se ti avesse visto sotto al nostro balcone, quando nonna ti calava giù una rosetta, un pacchetto di sigarette, qualche spiccio. Quante liti.
Poi zia, come tua mamma, se ne è andata per sempre, anche lei portata via da quel male brutto di cui non si fa mai il nome, e di nuovo giù nel baratro, da solo.
Un padre assente, come sempre, stanco di lottare.
Una famiglia inesistente, a causa dei vecchi ma tenaci rancori.
Solo mamma e nonna con te, pronte ad accoglierti senza "se" e senza "ma", perché eri il figlio di "pòra" Liliana e non potevano abbandonarti.
Hai cominciato a mantenerti riparando computer e loro non avevano segreti per te. Qualunque fosse il problema con quegli aggeggi, tu con pazienza e caparbietà lo risolvevi.
L'incontro con M. sembrava averti riportato ancora una volta alla vita e nessuno aveva immaginato che proprio con lei, quella ragazza con le mani d'oro, saresti caduto per l'ennesima volta in quell'inferno di aghi, buchi e veleno.
Poi è nato F. ed è scattato qualcosa in te: nonostante non potessi tenerlo con te volevi essere per lui quel padre che tu non avevi mai avuto e ci sei riuscito. Tuo figlio sta crescendo bene, gli hai insegnato tanto e gli hai dato una giusta via da seguire.
Con le tue forze sei riuscito a rimetterti in piedi e a rimettere ordine nella tua vita, che è rimasta certo sgangherata, ma è tornata ad essere pulita.
E, nonostante ciò, per gran parte della gente, anche quella di casa, tu rimanevi la pecora nera, la testa calda con un passato difficile.
Io sono stata fra quelli, ma credimi, ti ho voluto bene. Te ne ho sempre voluto, perché sei sempre stato spietatamente sincero e vero, quel che avevi nel cuore lo avevi sulle labbra, senza troppi falsi giri di parole. 
Sì, mi hai fatto rabbia, ti avrei lasciato totalmente abbandonato a te stesso, pur di svegliarti da quel torpore che non faceva uscire le tue tante qualità.
Sì, ho avuto paura di fidarmi e poi rimanere delusa ancora una volta, ho avuto paura. 
Me ne vergogno.
Come ti ho detto su Whatsapp, conservo ancora gelosamente l'utilissimo marsupio della Victory che mi avevi comprato negli anni '80... Eravamo tutti più spensierati e tu mi portavi in giro sulla Vespa bianca, su e giù per il cortile di casa.
Quest'estate le cose sono andate meglio, però, e sei riuscito a recuperare il rapporto con tuo padre, passando finalmente una serena vacanza con lui e F. e ne sono contenta, non sai quanto!
Vorrei potertelo dire, vorrei poterti abbracciare.
Mamma non ti aveva visto per due o tre giorni, ma nessuno si è preoccupato, non era una cosa inusuale.
Poi, sotto casa, l'ambulanza e i Carabinieri, ed abbiamo pensato alla solita vecchietta rimasta chiusa in casa, magari dopo una caduta, come ce ne sono state tante.
"Vai a controllare, mamma, poi fammi sapere, io ti aspetto qui!"
Un quarto d'ora dopo, al telefono, sono venuta a sapere che tu non c'eri più.
Che te ne eri andato, da solo, in silenzio, che ti avevano trovato seduto lì, dove quel tuo amico ti aveva lasciato, convinto che ti avrebbe rivisto nel pomeriggio.
Proprio ora che tutto andava così bene...
Tanti maligni hanno subito pensato ad un'overdose, ma stavolta io sono stata dalla tua parte, come mamma e papà, e non ci ho creduto.
L'autopsia mi ha dato ragione, te ne sei andato come una persona pulita.
Ancora non ci credo, non ci crede nessuno.
Gli amici del Tufello, per "acci" che fossero, ti hanno lasciato un sacco di messaggi. 
Tuo padre ha detto a F. di non credere alle cattiverie che dicono di te, perché tu eri un eroe, ed è distrutto, perché sa che non potrà mai rimediare ai suoi errori. 
Zio va a trovarti in ospedale ogni giorno, anche se ci hanno detto chiaro e tondo che non ci lasceranno vederti. 
Mamma si sente sola, perché da quando sono quissù sei tu che ti occupi di farle compagnia quando va a fare la spesa e sei tu che la tenevi su, con una chiacchiera o un caffè, con il tu essere sempre così caciarone, vanitoso, un po' matto, generoso e tanto testardo.
E io sono qui, col mio inutile senso di colpa. Ogni tanto ascolto i tuoi messaggi vocali su Whatsapp.
E' difficile scriverti proprio ora.
Mi dispiace di non aver mai trovato il tempo di parlare con te, di fidarmi pienamente di te.
Ovunque tu sia, spero mi crederai...
Ti voglio bene, cuginone.
Dai un bacione a zia, a nonno e a nonna, di' a nonna se mi perdona per la storia dei numeri, anzi, ringraziala.
Mi manchi...
Ciao, Ale :-*

lunedì 12 settembre 2016

Biscotto? - Biscuit?

Un'altra fregatura: come al solito, neanche questo è commestibile!
Finalmente ho trovato il modo di utilizzare le Hama Beads per qualcosa che sia carino, sì, ma soprattutto utile.
Dopo aver trovato per caso il tutorial di questo porta-cuffiette su YouTube, non ho resistito e ho provato a rifarlo, e devo dire che il risultato non mi dispiace affatto!
Niente più cuffiette che si attorcigliano nella borsa, niente più lettore mp3 arrotolato nel cavo in stile mummia, niente più lotte con i nodi alla Houdini!!! *.*
Basta avvolgere il tutto in questo biscottino e fermarlo nelle apposite fessure, niente di più semplice. :-)
Ormai lo sapete, finché non riuscirò a comprare una nuova fotocamera, le foto saranno scattate col telefono, quindi vi toccherà pazientare... E vabbè!
Un abbraccio arcobaleno a tutti!

Here we go again: as usual, not even this one is edible!
Finally I found a way to use Hama Beads for something that's cute, ok, but most importantly useful.
After finding by coincidence the tutorial of this earphones holder on YouTube, I couldn't resist and I tried to do it again, and I must say I like the result a lot!
No more tangled earphones trapped in the bag, no more mp3 players wrapped in the cables mummy-style, no more fights against knots like Houdini!!! *.*
All you have to do is wrap the cord around this little biscuits and stop it in the side holes, as simple as that. :-)
By now you know that until I'll be able to buy a new camera, I'll have to take pictures with my phone... Thank you for your patience!
A rainbow hug to everyone! 


martedì 30 agosto 2016

Lontananza, 24 Agosto 2016.

Non mi sono mai sentita lontana da casa come in questi giorni.
Da qui vedo tante cose.
L'idiozia e il veleno di troppi, in un momento in cui proprio non c'è bisogno di polemiche inutili; la solidarietà, quella vera, che agisce, in un modo o nell'altro, e che arriva da tantissimi Italiani (perché siamo un popolo di stronzi, ma quando vogliamo abbiamo un gran cuore, dai), con gesti grandi e piccoli; solidarietà che arriva anche dall'estero, fosse con una semplice Amatriciana servita in un ristorante londinese o con un paio di mani che non sanno se otterranno il permesso di rimanere in Italia, ma intanto scavano, perché lì sotto c'è qualcuno da tirar fuori.
Vedo tante persone all'opera per salvare persone, animali, ricordi.
Vedo tanti fare tanto.
E io?
Ho mandato un sms. E quando mi è stata inviata la risposta "Grazie per il tuo aiuto", è stata come un cazzotto allo stomaco, perché mi sembra di essermi solo lavata la coscienza.
Vedo tante cose e non posso far nulla di concreto.

Dopo una nottata in preda ai crampi, che mi hanno tormentata dalle 3:30, la radiosveglia ha suonato, come ogni mattina, sparandoci nelle orecchie ancora addormentate il notiziario delle 5:30 della stazione BBC Radio2.

"Una forte scossa di terremoto nell'Italia centrale ha raso al suolo i centri di..."

In piedi sul letto in un secondo: un che ha fatto cosa, dove?!

"Amatrice non c'è più"

Amatrice.
Una mia amica vive lì e riesco a rintracciarla solo nel primo pomeriggio, per fortuna tutto "bene".
Io di Amatrice non ho mai visitato il centro storico, perché lei vive in periferia.
Non ho mai visitato Accumuli, non ho idea di come siano fatte Arquata e Pescara del Tronto.
Non sono posti a cui sono affezionata, non ho mai camminato per le vie di quei paesi e, fatta eccezione per Amatrice, non sapevo nemmeno che esistessero.
Ma una cosa la so: visto uno, visti tutti.
Ma sì, questi nostri semplici paeselli Italiani, tutti arroccati su una collina o su una montagna, tutti con una "Via Roma" o una "Piazza Garibaldi", tutti con la via principale col bar, il tabaccaio, il panettiere -che spesso è anche il salumiere-, le case alte due o tre piani, il belvedere, il municipio, la chiesa, la scuola, la caserma, il centro storico che è una bomboniera...
Ah sì, con le comari sedute a chiacchierare fuori alla porta, mentre sferruzzano accanto ai gerani.
Più o meno la stessa scena in ogni paese d'Italia, dai, niente di che, roba normale.
Appunto.
E allora Amatrice diventa il paese dei miei bisnonni. Accumuli potrebbe essere il paesello di papà. Arquata si trasforma nel paesino dove vorrei vivere.
Li vedo come sono ora e li immagino cadere in macerie, trascinandosi dietro tutto e tutti, in venti secondi.
Roba normale, che ora non c'è più.

Silenzio.